C’è un altro ligure (oltre a Petacchi) che ha vinto la Milano-Sanremo: ci riuscì il fuoriclasse di Celle nel 1935, 90 anni fa, e poi fece il bis nella Classicissima del 1938
Ale “Jet” Petacchi non è l’unico ligure ad aver conquistato la Milano-Sanremo, la prima e la più amata delle Prove Monumento. Lo spezzino, che vinse con la sontuosa volata del 2005, era stato preceduto di 70 anni… da Giuseppe “Gepin” Olmo che firmò l’edizione del 1935 e fece poi il bis nel 1938. Olmo addirittura era nato e cresciuto a Celle Ligure, dove la Classicissima si prende una tregua prima dei Capi e dei fuochi d’artificio del finale. Gepin Olmo è stato un grande del nostro ciclismo che ha brillato tra l’età di Girardengo e Binda e quella di Bartali e Coppi. Olimpionico della cronosquadre (con Pavesi e Segato) di Los Angeles 1932. Corridore molto elegante e di grande motore, era definito “routier-sprinter”, che poi non significa altro che passista veloce. Non ha mai vinto un Giro d’Italia perché faticava sulle grandi montagne, ma le tappe erano il suo terreno di caccia. Nel 1936, ad esempio, ne conquistò 10 nella prima corsa rosa vinta da Gino Bartali. Ma torniamo alla “sua” Sanremo del 1935. Al via da Milano, in Piazza Giovinezza (ora Mercanti) c’erano 202 corridori, tra i quali anche il ventenne debuttante Bartali. La pioggia, tanta, è protagonista della corsa fino ad Alassio. La Sanremo, come è capitato spesso, decolla sui Capi. Bartali se ne va sul Mele con Guerra e poi resta solo sul Cervo. Dopo il Berta, all’ingresso di Imperia, Ginettaccio ha quasi 2 minuti di vantaggio, ma ha un problema al pignone posteriore e non riesce più a utilizzare il rapporto da pianura. Costretto a pedalare più agile con il cambio da salita viene raggiunto da Olmo, Guerra e Cipriani. Bartali temporeggia fino alla volata di Sanremo che viene lanciata da Mario Cipriani, Gepin Olmo risponde e rilancia appena fiuta il traguardo e batte nettamente il mantovano Learco Guerra. Olmo e Guerra, due dei fuoriclasse più eleganti in bicicletta.
Gepin Olmo quell’anno tira dritto e finisce sul podio del Giro d’Italia, terzo dietro a Vasco Bergamaschi e Giuseppe Martano, dopo aver vinto 4 tappe e aver vestito la maglia rosa per due giorni. E il suo 1935 d’oro si conclude con il record dell’ora, che stabilisce il 31 ottobre sulla leggendaria pista del Vigorelli di Milano. Con la sua Bianchi di oltre 8,5 chili, Gepin è il primo a superare il giro di boa dei 45 chilometri. Dopo un’ora di sforzo al limite, Olmo percorre esattamente 45 chilometri e 90 metri. Tre anni dopo ecco il bis nella “sua” Sanremo. Olmo rivince l’edizione del 1938 divorando in volata Piero Favalli e lo svizzero Alfredo Bovet. Uomo di raffinata intelligenza, Olmo è diventato poi un solido imprenditore e costruttore di biciclette. Tra l’altro, con una bici Olmo, Pierino Gavazzi ha vinto la Milano-Sanremo 1980 e Oscar Freire ha conquistato il Mondiale di Verona.
E un vino ricorda il suo record dell’ora
Pochi sanno che Gepin Olmo era anche un grande appassionato di vini e cultura enogastronomica. E così, nel 1989, quando aveva 78 anni, si è “regalato” un sogno: ha acquistato la Tenuta di Artimino, che era una riserva di caccia di Ferdinando I De Medici. Gepin è morto nel 1992, a 80 anni, e ha fatto in tempo a vedere i primi vini della tenuta di Artimino con le “sue” etichette. Nel 2015 una Magnum di Cabernet Sauvignon e Merlot venne dedicata all’80° del record dell’ora di Olmo. La bottiglia (da collezione) si chiama semplicemente “45,090 km/h”. Ora la Tenuta di Artimino è gestita dai nipoti di Gepin, Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo che hanno dato vita alla Fondazione Giuseppe Olno, che ha sede nella Villa Medicea La Ferdinanda, patrionio dell’Umanità Unesco. I vini della Tenuta Artimino sono firmati da Riccardo Cottarella, uno dei campioni della nostra enologia. Non ci stupiremmo se una delle prossime bottiglie di rendesse omaggio ai 90 anni dalla prima Milano- Sanremo. La prima delle due Classicissime di Gepin.
Autore: Giovanni Gerbi