Una Fondazione per promuovere la cultura d’impresa e del territorio attraverso un nome diventato marchio storico del ciclismo italiano. È quanto avviene, in Toscana, in provincia di Prato, intitolandola a Giuseppe Olmo, figura simbolo del Novecento italiano che fu campione di ciclismo, atleta olimpico, imprenditore visionario e filantropo, venuto a mancare nel 1992. Gli obiettivi dell’iniziativa, costituita in forma di Ente del Terzo Settore, sono spiegati dalla presidente Annabella Pascale «La Fondazione Giuseppe Olmo nasce con l’intento di creare un progetto comune tra le generazioni presenti e future della famiglia Olmo, mirato a tramandare, sviluppare e rappresentare i valori familiari e del Gruppo attraverso attività di ricerca scientifica e storica oltre a iniziative culturali, sociali e filantropiche.
Il testimone è affidato a ognuno di noi per continuare a valorizzare la storia iniziata da mio nonno Giuseppe Olmo, oggi divenuta una grande eredità valoriale, industriale e culturale italiana». Del Consiglio di Amministrazione, nominato dalla famiglia Olmo, fanno parte Francesco Spotorno Olmo e Filippo Olmo e annovera esponenti del mondo accademico, culturale e imprenditoriale. Il Comitato di Orientamento della Fondazione è coordinato da Vincenzo Ercolino, la commissione Cultura d’impresa è diretta da Franco Achilli, la commissione Cultura del territorio è affidata ad Attilio Scienza. Olmo non richiama solo un nome e un’impresa che hanno lasciato il segno nel mondo della bicicletta, ma un preciso sguardo all’innovazione e alla cultura del territorio, attraversando le molteplici attività che hanno preso spunto dalla produzione di biciclette che «Gepìn» Olmo, nato nel 1911, avviò a Celle Ligure nel 1939 al termine di una carriera sportiva che lo aveva incoronato con un oro olimpico a squadre nel 1932 a Los Angeles, con un record dell’ora abbattendo per la prima volta il muro di 45 km orari, vincitore di un titolo italiano, di due Milano-Sanremo e di venti tappe del Giro d’Italia, pedalando fianco a fianco e spesso davanti ai più celebrati campioni del ciclismo.
Il Gruppo Olmo oggi annovera diverse sigle e attività: la Olmo Giuseppe S.p.A., realtà industriale leader nella produzione di poliuretani espansi flessibili; la Toscana Gomma S.p.A. con stabilimento a Robbio, in provincia di Pavia, specializzata nella produzione industriale di poliestere in blocchi e rotoli, nella produzione con stampaggio a freddo di sedili per il settore automotive e guanciali modellati per il bedding e sistemi di polioli per le società correlate; la Olmo Biciclette, capostipite dell’impero creato da Giuseppe Olmo, che presenta una gamma completa di biciclette racing, mountain bike e city. Negli anni ’80, il gruppo si è aperto al settore del turismo acquisendo il comprensorio sciistico di Piani di Bobbio Valtorta Artavaggio, i Piani d’Erna, Pian delle Betulle e anche Valtorta, in Valsassina, Piazzatorre, in Val Brembana.
Nel 1989 Giuseppe Olmo ha ampliato le attività al mondo del vino acquistando la Tenuta di Artimino – oltre 732 ettari prevalentemente coperti da una distesa di vigneti e uliveti, una villa medicea, un borgo medievale – e ha dato inizio all’impegnativa opera di recupero della villa, che era stata bombardata e bisognosa di una radicale ristrutturazione – così come il borgo e le altre strutture, dove è stato realizzato un albergo diffuso gestito oggi dal gruppo Melià, con appartamenti esclusivi, due ristoranti, due piscine e un centro benessere. L’intera opera ha richiesto più di 10 anni di lavori per riportare allo splendore un gioiello con millenni di storia: la villa è stata eletta a sede della Fondazione Giuseppe Olmo.
Artimino era già abitata in epoca etrusca – dagli scavi sono emerse due tombe, ancora visitabili, e un patrimonio di reperti ora esposti nel piccolo museo, nel borgo medievale. E poi c’è la Villa medicea, patrimonio UNESCO, costruita nel 1596 come riserva di Caccia del Granduca Ferdinando I de’ Medici, situata sulla stessa altura dove sorgeva l’abitato etrusco. (riproduzione riservata)